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Vigneti di Alessandria e provincia
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| Cortese
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La prima citazione storica del Cortese (in dialetto "courteisa", al femminile), tradizionale vitigno bianco piemontese, risale al 1630 ed è riferita alle terre di Montaldeo. Sin da tempi remoti, infatti, le uve di Cortese hanno trovato il loro habitat ideale nella provincia alessandrina, in particolare nelle zone del tortonese, dell'acquese e nei dintorni di Novi Ligure (Gavi può essere, a buon diritto, considerata la patria di questo vitigno).
Il tipo di vino derivato dal vitigno Cortese possiede un sapore asciutto, fresco, leggermente ammandorlato ed un profumo delicato, leggero, persistente, di giusta acidità fissa: queste caratteristiche lo rendono insuperabile con il pesce, le carni bianche, i piatti di pasta e verdure, le minestre, i formaggi, la focaccia novese, gli antipasti e come aperitivo.
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| Dolcetto
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La prima citazione, in zona piemontese, della coltivazione di questo tipicissimo vitigno risale al 1593: da allora, esso prospera su un'ampia parte del territorio della provincia alessandrina dando i risultati migliori nelle aree dell'acquese e dell'ovadese.
Nel vino dato da questo vitigno, nulla ricorda il sapore gradevolmente ed intensamente dolce delle uve con le quali è prodotto se non il nome: Dolcetto. Di colore rosso rubino, con riflessi violacei, a volte molto intensi e con un profumo fragrante e fruttato, il Dolcetto è, infatti, un vino secco per eccellenza: sono proprio il sapore ammandorlato ed un gradevole retrogusto amarognolo a renderlo adatto a tutti i tipi di pasti e per tutto il pasto, anche se il sodalizio enogastronomico perfetto si realizza con le carni bianche e primi piatti gustosi come il risotto ai funghi o ai tartufi.
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| Moscato Bianco
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Il Moscato è una delle varietà di vitigni più antiche e coltivate: proveniente dall'Asia Minore, fu diffuso in tutto il bacino del Mediterraneo dai marinai greci e fenici. Le uve di Moscato, denominate Apiciae da Catone, Apianae da Columella e Plinio, in quanto erano predilette dalle api per il loro dolce aroma, danno un vino unico in tutto il mondo che in Piemonte ha trovato la propria zona d'elezione nel Monferrato, in particolare sui terreni dell'acquese e dell'astigiano. Gioioso, dolce al punto giusto, di alcolicità tollerata da tutti, di sapore e aroma muschiato è vino da rinfreschi e da dessert: se il sodalizio con i dolci classici della tradizione piemontese (panna cotta, crostate di frutta, paste a base di ricotta) e gli insaccati è perfetto, provocatorio ma affascinante è l'abbinamento, consigliato da alcuni chef, con le ostriche.
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| Freisa
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E' un vitigno a bacca nera che ha cominciato a far parlare di sé nella prima metà del '900 anche se è certamente di insediamento antico nelle zone dell'astigiano e dell'alessandrino. La Freisa, infatti, fa parte di quelle varietà di uve a sapore aromatico che si diffusero in Piemonte a partire dal XV sec. d.C. per produrre vini dolci e liquorosi, ricercati dalle mense raffinate soprattutto verso la fine del secolo scorso. Dolce, morbido, il vino di Freisa ha un colore rosso rubino chiaro, talvolta rosato ed un profumo muschiato in cui si colgono, tra i sentori di frutta matura, suadenti ed intense note di rosa bulgara e di viola che conquistano gli amanti dei vini delicatamente aromatici. Per le sue caratteristiche è un vino da gustare giovane, quando esprime tutta la fragranza dell'uva: ogni variante di Freisa si armonizza alla perfezione con la frutta secca o poco acida, specialmente con pesche e fragole, con i salumi e con la pasticceria secca piemontese. Nella variante spumante è, talvolta, proposto come aperitivo.
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| Barbera
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Secondo la tradizione, il Barbera nasce come "frutto spontaneo" da semi di vitigni più antichi delle vitifere zone del Monferrato: di questo vitigno, eccetto una citazione in un documento dell'archivio di Nizza Monferrato risalente al XVII sec., non esiste alcun riferimento storico. A dispetto di ciò, senza alcun dubbio, il vino prodotto dalle sue uve è ciò che meglio rappresenta la terra e la gente del Monferrato: rustico, chiuso, silenzioso, forte. Ricco di corpo, di acidità e di tannini, da giovane piacevolmente pungente, è vino a buon invecchiamento: il suo colore, da rosso rubino intenso si trasforma, con gli anni, in rosso granato così come il sapore ed il profumo, particolarmente intenso, vinoso e fruttato, si attenuano e si armonizzano piacevolmente. Il Barbera, inoltre, è un vino robusto, per una cucina degna dello stesso aggettivo: esso si sposa alla perfezione con carni rosse, tajarin, stufati, rosticciata e gli altri tipici piatti monferrini.
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